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La Jacaranda Blog
IL CALENDARIO DE "LA JACARANDA"

E' in linea, da scaricare in formato pdf o da stampare, il nostro calendario 2012-2013.

Il calendario parte dal mese di aprile 2012 e finisce il 31 marzo 2013; chi ha detto che

i calendari devono partire dal mese di gennaio? noi abbiamo deciso di farlo partire da aprile

per finire a marzo 2013 perchè vogliamo essere "antisfiga" rispetto alle nefaste profezie maja!!

Questo calendario è dedicato a 12 fra le tante meraviglie dell'isola di Santioco e della Sardegna

del Sud-Ovest, ciascuna delle quali ha ispirato un limerick scritto da Andrea e

meravigliosamente illustrato dai disegni di Gianfranco Pischedda (omaggio a Jacovitti).

Andate a godervelo, a stamparlo, a scaricarlo da qui:

http://it.calameo.com/read/00119991043fef4900f2a

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carnevale
carnevale
 
17 GENNAIO una filastrocca carlofortina
l'epifania tutte le feste si porta via....poi vegne Carlevò e u sai turne a remurcò
(poi arriva il carnevale e se le rimorchia di nuovo) ..
.

Ma l'è u di de Sant'Antoniu             E' il giorno di Sant'Antonio
l'è e disette de Zenà                      è il 17 di Gennaio
giobelà,fradellà                             giobelà,fradellà
l'è e disette de Zenà                      è il 17 di Gennaio
Mamma mamma quande mòiu      Mamma mamma quando muoio
veshtime de shpusà                      vestitemi da sposa
giobelà,fradellà                             giobelà,fradellà
l'è e disette de Zenà                      è il 17 di Gennaio
E metteme u bustu russu               e mettetemi il bustorosso
è fadette de calacà                        e le gonne di seta
giobelà,fradellà                             giobelà,fradellà
l'è e disette de Zenà                      è il 17 di Gennaio
Gh'éa n'erbu tatu grossu                C'era un'albero tanto alto
che nisciun ghe pò arrivà                che nessuno poteva arrivarci
giobelà,fradellà                              giobelà,fradellà
l'è e disette de Zenà                       è il 17 di Gennaio
Gh'é arrivau u maishtru Antoniu     C'è arrivato mastro Antonio
e ciù maiè u sai ha piggé                e le più mature se lè prese
e ciù busse u gh'ai lascé                 e quelle acerbe li ha lasciate
giobelà,fradellà                              giobelà,fradellà
l'è e disette de Zenà                       è il 17 di Gennaio
Gerumetta u l'à trài fratelli              Gerumetta ha tre fratelli
tutti e trài sartùi                              tutti e tre sarti
tutti e trài sartùi,Gerumetta            tutti e tre sarti,Gerumetta
tutti e trài sartùi                              tutti e tre sarti
Un cujè,l'otru u tagge                      Uno cuce l'altro taglia
l'otru u fa i gippuin                          l'altro fa le asole
l'otru u fa i gippuin                          Gerumetta l'altro fa le asole,Gerumetta
l'otru u fa i gippuin                          l'altro fa le asole
Gerumetta u l'à cento scudi             Gerumetta ha cento scudi
non lo sa a chi dar                           e non sa a chi darli
non lo sa a chi dar, Gerumetta,       e non sa a chi darli, Gerumetta,
non lo sa a chi dar                           non lo sa a chi darli
L'ojellin de lu verde boschcu            l'uccellino verde del bosco
u l'à a prejun jùau                           è volato via dalla prigione
u l'à a prejun jùau,Gerumetta         è volato via dalla prigione,;Gerumetta
u l'à a prejun jùau                          è volato via dalla prigione
U l'è Jùau in scè na rametta            E' volato su un ramo
de lu maigranò                               di melograno
de lu maigranò, Gerumetta            di melograno, Gerumetta
de lu maigranò                               di melograno
U s'à ruttu na gambetta                 Si è rotto una gambetta
l'otra a ghe fa mò                          l'altra gli fa male
l'otra a ghe fa mò, Gerumetta       l'altra gli fa male, Gerumetta
l'otra a ghe fa mò                          l'altra gli fa male
Ghe faièmu na suppettin-a             gli faremo una zuppettina
de lu pan grattàu                           di pane grattugiato
de lu pan grattàu,Gerumetta         di pane grattugiato,Gerumetta
de lu pan grattàu                           di pane grattugiato
 
IL DECALOGO DEL B&B IN ITALIA

IL DECALOGO DEL B&B IN ITALIA

Le 10 regole d'oro per viaggiare e sentirsi a casa

1. L'ospite è sovrano
Ospitalità e cortesia sono le caratteristiche principali dei gestori dei B&B che scelgono di aprire le proprie dimore ai visitatori di tutto il mondo.

2. La Dolce Vita
Trascorrere un soggiorno in Italia scegliendo la formula del B&B, è il modo più interessante e originale per scoprire il Belpaese. Vivere un'esperienza a tutto tondo, immersi nel life style italiano.

3. Il vantaggio del risparmio
I prezzi contenuti dei B&B incoraggiano i visitatori a prolungare e raddoppiare i propri itinerari di viaggio.

4. Dormire tra due guanciali
Il comfort delle camere e l'accessibilità dell'intera struttura caratterizzano il sentimento di accoglienza che appartiene al B&B.

5. Una guida al tuo servizio
Le informazioni sul territorio sono a disposizione degli ospiti dei B&B che vogliono conoscere la storia e i dintorni del luogo.

6. Un amico da incontrare
Numerose le possibilità di nuove conoscenze e aggregazione che si possono verificare all'interno di un ambiente familiare e amichevole come il B&B.

7. A misura d'uomo
Un'atmosfera di familiarità è quella che si respira nel B&B, dove i visitatori possono sentirsi a proprio agio, come se fossero nella loro casa.

8. Architetture d'interni
Originalità e armonia degli ambienti caratterizzano i locali dei B&B, sempre più spesso inseriti in contesti che rappresentano la tipicità del territorio.

9. Di lui ti puoi fidare
Serietà, correttezza e competenza dei gestori che si impegnano a garantire soggiorni piacevoli e confortevoli.

10. Aggiungi un posto a tavola
Una colazione familiare preparata con amore, scegliendo il meglio del tipico italiano e delle produzioni di territorio. I sapori di un tempo per un caffellatte da non dimenticare.

(dal sito www.bed-and-breakfast.it)

 
29 motivi per cui torno in Sardegna da più di trent'anni

di Beppe Servegnini

bs

 

1    C'è il mare di mezzo. La gente non ci finisce per caso, ma ci va per scelta.
2    Il colore dell'acqua. Non ci sono Caraibi che tengano.
3    La sabbia non è polvere. Si infila nelle orecchie, ma poi esce.
4    L'elicriso profuma di Sardegna, o la Sardegna profuma di elicriso. Ancora non ho capito, ma  non è importante.
5    Le danze tradizionali. Dopo tre filu e ferru, ballano anche i milanesi.
6    Gli occhi delle donne. Guardateli, e capirete perché in Sardegna comandano loro.
7    I malloreddus hanno un nome simpatico.
8    Le pecore hanno un'aria filosofica.
9    C'è sempre una spiaggia vuota, anche in agosto.
10    La salsiccia sarda è un salume sexy.
11    Le seadas col miele sono una droga consentita.
12    Il ginepro è la versione botanica (e contorta) dei nuraghi: roba solida, che dura.
13    Le donne sarde hanno cominciato a vestirsi in nero molto prima delle PR della moda a Milano
14    I porcellini sono belli e buoni.
15    I cafoni stanno (quasi) tutti in Costa Smeralda.
16    Ai miei amici sardi non piacciono i corbezzoli. Così li mangio io.
17    La gente pensa prima di parlare.
18    Le doppie hanno un crepitio simpatico: ascoltate Francesco Cossiga. Anche quando non sono  d'accordo su quello che dice, mi piace come lo dice.
19    Quando li chiami al telefono, i sardi ricordano sempre chi sei.
20    L'accento si può imitare. Basta allenarsi con amici sardi spiritosi.
21    L'uso del gerundio è affascinante ("Scherzando stai?").
22    Certe calette sembrano il salvaschermo del computer.
24    In un posto circondato dal mare (e che mare!) sono specializzati nella cucina di carne.
25    Il sughero è più simpatico della plastica.
26    Vermentino freddo e mirto gelato funzionano come la salsa barbeque negli USA: evocatori  d'estate.
27    La Sardegna piaceva a Montanelli e a De Andrè.
28    Le piante piegate dal maestrale. Sembrano appena uscite dal parrucchiere.
29    Chi dice che i sardi sono piccoli? Sono concisi.

 
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